Counseling video: ogni vita merita un film

Counseling video: ogni vita merita un film.

 

Vuoi sapere cos’è il counseling video?

Immaginati davanti a uno schermo. Sei nella stanza di Real Eyes Video-counseling (o counseling video), su una poltrona comoda, e dentro lo schermo c’è un film che ti appassiona. Non c’è bisogno che ti dica la trama: tu la conosci molto meglio di me -perché sei tu che l’hai vissuta. Eppure è una storia che adesso ti sorprende, che sembra svelarsi a poco a poco. Mentre guardi il film capisci perché il protagonista si comporta così, che cosa lo ossessiona, cosa gli servirebbe. Devo dirti chi è il protagonista? Non credo.

Per spiegarti come siamo arrivati a proiettare la tua storia su uno schermo ti racconterò  le fasi precedenti.
Immagino che tu sappia cos’è il counseling: un percorso breve che punta a migliorare la qualità della tua vita sostenendo i tuoi punti di forza e la tua autodeterminazione.

La prima volta che ci incontreremo verrai qui con un obiettivo. Faremo alcuni incontri. Durante quei colloqui sposteremo il punto di vista trovando vie d’accesso per quei talenti e quelle risorse che ti appartengono ma che non sai di avere. Seguirà poi la revisione video.

Rivedersi in video: la prima fase del counseling video.

Ed eccoci di fronte alle immagini che abbiamo registrato qualche settimana fa. Dentro lo schermo ci sei tu, in primo piano, e stai parlando con me (io non sono nel video, si sente solo la mia voce). Di sicuro la tua attenzione è catturata da un dettaglio fisico: “che capelli orrendi” o: “guarda che occhiaie”. Non presti molta attenzione a ciò che dici. Scivoli indietro sulla poltrona, ti allontani dalla tua immagine. Questa è la fase più difficile: ti guardi con gli occhi del giudizio.

Seconda fase del counseling video: l’avvicinamento.

A poco a poco ti rilassi e cominci a concentrarti. Ti avvicini con la sedia, metti a fuoco meglio. Adesso oltre ai dettagli fisici vedi anche il tuo modo di gesticolare o di restare immobile, l’ironia o la sfiducia, magari ascolti il tuo tono di voce. Ti concentri di più. Sullo schermo fai un gesto che ti ricorda qualcuno, o dici qualcosa che adesso non ti sembra più vero. Mi chiedi di fermare il video. Guardiamo di nuovo quelle immagini, riascoltiamo quelle parole.

Terza fase: l’emozione del counseling video.

“Cos’è che ti colpisce?” Ti chiedo.“Non so, sto cercando di capire. Possiamo vederlo un’altra volta?”.

Ti avvicini allo schermo ancora di più, aggrotti la fronte. “Cosa c’è che non va?”. “Ascolto le mie parole ma i miei occhi dicono un’altra cosa”. “Vuoi che togliamo il volume?”.

Riparte la stessa immagine. “Che cosa dicono i tuoi occhi ora?”. “Sembrano tristi, ma forse triste non è la parola giusta. Direi intensi. Forse sono un po’ malinconici”. “Dal tono di voce sembra che ti piacciano”. “Beh, esprimono una certa forza. Magari non è la luce scintillante dell’allegria, ma c’è una profondità, sembra che vengano da un mondo molto vasto”.

Andiamo avanti ancora un po’. Lascio che ti riappropri dei tuoi occhi, della tua voce, di quel modo che hai di stare in silenzio mentre rifletti su qualcosa. Poi mi guardi e dici: “E’ strano, di solito non penso a me come a una persona interessante. Penso alle cose che dovrei cambiare, oppure penso alle solite cose: il lavoro, l’amore, ma non mi viene mai voglia di scoprire cosa c’è che parla in me. Ora sì!”


Ecco un esempio di come funziona un incontro di counseling video. Ogni possibile trama nasce dall’individualità di ciascuno. E’ un percorso di riappropriazione, un riprendersi la vita -nel senso letterale del termine. Perché ogni vita è un film, anche se spesso ci dimentichiamo che siamo noi a scriverne il copione.


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