Immanenza e trascendenza: la filosofia del benessere

Immanenza e trascendenza: la filosofia del benessere.

 

“Ah se potessi vedere la mia vita dall’alto! Prima di morire riuscirò a vedere il disegno che ha tracciato la mia vita?” diceva Karen Blixen in “La mia Africa“. Fra tutte le definizioni di immanenza e trascendenza, questa mi sembra la più appropriata. Esprime bene sia il desiderio che l’incapacità degli esseri umani di fare queste due cose contemporaneamente: vivere e osservare  ciò che si sta facendo. Ma perché è così importante potersi guardare dall’alto? Per rispondere a questa domanda mi servirò di una piccola nozione architettonica che ho letto su un libro di psicologia del paesaggio.

Immanenza e trascendenza: avvicinarsi e allontanarsi con lo sguardo.

La rappresentazione che abbiamo di noi stessi è un po’ come la rappresentazione che abbiamo dello spazio: sequenziale oppure parallela. Nella rappresentazione sequenziale gli elementi si susseguono uno dietro l’altro, un po’ come le nostre giornate. E solitamente anche di noi stessi abbiamo una rappresentazione sequenziale:  procediamo un passo alla volta, spesso perdendo i passi precedenti come in un eterno presente di cui non vediamo la direzione.

La rappresentazione parallela dello spazio, invece, è una visione dall’alto (come una prospettiva a volo d’uccello) che abbraccia tutti gli elementi contemporaneamente. Se avessimo una rappresentazione parallela di noi stessi, riusciremmo a iscrivere gli accadimenti della nostra vita in archi temporali molto ampi e a vedere i contorni della nostra evoluzione. Soprattutto riusciremmo a pensare noi stessi senza identificarci nelle contingenze che ci opprimono.

Anche in filosofia esiste un corrispettivo tra rappresentazione sequenziale e parallela, ed è il rapporto fra immanenza e trascendenza. Il termine ‘trascendenza’ deriva dal latino: trans+ascendere= salire oltre. Trascendente è quindi ciò che va oltre i limiti definiti e in questo senso è l’opposto di ‘immanenza’ (in+manere= restare dentro, e quindi rimanere chiusi nei propri limiti).

Video-counseling: utilizzo di immanenza e trascendenza.

All’interno del Video-counseling immanenza e trascendenza sono molto legate perché ciò che si cerca di fare durante gli incontri è attivare un movimento che somiglia molto a questo ascendere e discendere. Il Video-counseling si compone infatti di due fasi: i dialoghi di counseling (ripresi da una telecamera) e la revisione (quando guardiamo le riprese dei primi incontri). Nella prima fase stiamo nell’immanenza della nostra vita, mentre nella seconda fase esercitiamo la trascendenza. Rivedere e riascoltare la complessità dei nostri gesti, delle nostre parole, dell’interazione, dei toni, significa infatti conquistare una visione più ampia di noi stessi.

Per usare un’immagine semplice possiamo provare a visualizzare una  mongolfiera: liberandosi della zavorra si ha la possibilità di salire in alto e di osservare il nostro paesaggio interiore. Una volta in alto -trascendenza- possiamo osservare come ci muoviamo, gli ostacoli che ci intralciano il cammino, le nostre diverse direzioni. Dall’alto il disegno si svela, e poi quando scendiamo -immanenza- riprendiamo la nostra vita con una consapevolezza diversa. Insomma: dall’alto si osserva, da terra si vive. Si tratta di diventare abili in questo passaggio.

Un esempio di immanenza e trascendenza.

Betta: “Avevamo iniziato la revisione già da un po’. Ogni settimana guardavo su uno schermo le riprese dei miei primi incontri di Video-counseling. Un giorno stavo lì ad ascoltarmi mentre dicevo cose scoraggianti, e mentre guardavo quell’immagine ho pensato: io non sono le mie parole. Ma non era una questione intellettuale: piuttosto, riuscivo a vedere altro. Vedevo il mio ragionamento, vedevo il modo conflittuale con cui mi ponevo, vedevo la rabbia, vedevo le mie pretese sul mondo. È stato come guardare una radiografia: non ero più attaccata alle mie parole, al senso, ai fatti che raccontavo. Era sbalorditivo. Quando ne abbiamo parlato, Cristina con un sorriso mi ha detto: questa è quella che io chiamo Video-trascendenza!”

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